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DM 236 · DL 81/2008

Normativa antiscivolo

Scivolate e cadute si verificano in tutti i settori e sono tra le cause più comuni d’infortuni sul lavoro. In molti casi, la superficie del pavimento è un fattore importante nell’incidente.

Scegliere la pavimentazione giusta per le condizioni di quel preciso luogo di lavoro riduce gli infortuni e tiene l’azienda dentro la norma.

La maggior parte dei tipi di pavimenti sono antiscivolo quando sono asciutti, tuttavia, qualsiasi contaminazione – acqua, polvere, olio o solventi – può ridurre sostanzialmente l’efficacia antiscivolo.

In generale, più è opaca una superficie, più è antiscivolo.

Prima di scegliere la pavimentazione antiscivolo, le aziende dovrebbero assicurarsi che il prodotto sia stato testato correttamente.

La resistenza allo scivolamento della pavimentazione è stabilita attraverso prove di laboratorio ed è espressa in termini di “coefficiente di attrito” (COF).

Più alto è il valore, meno scivolosa è la superficie. Generalmente, è consigliato un COF di 0,60 (dopo il trattamento antiscivolo) con Metodo BCRA, anche se alcune attività di lavoro possono richiedere un COF più alto. La pavimentazione deve essere testata quando la superficie è bagnata con acqua che è la condizione che rende più pericoloso il pavimento.

Con i trattamenti, il pavimento mantiene sostanzialmente il suo aspetto originale cambierà leggermente controluce diventando più opaco e di tinta virando leggermente verso un colore più chiaro.

È il motivo per cui il trattamento interessa chi riceve pubblico — uffici, banche, negozi, alberghi, scuole, condomini, piscine: risolve la scivolosità senza stravolgere l’aspetto del pavimento.

“Se qualcuno sta camminando da un tipo di pavimentazione a un altro e c’è un cambiamento di grip, questo può portare a scivolare e inciampare.”

Che il grip della pavimentazione sia uniforme è fondamentale per evitare cadute, per questo si consiglia di trattare la superficie integralmente. Pavimenti e trattamenti devono essere mantenuti mediante l’uso regolare di detergenti e sgrassatori adeguati per rimuovere sporco e detriti che possono ridurre se non mantenuti correttamente l’efficacia della superficie antiscivolo.

Per affrontare il problema delle cadute esistono standard di prova italiani ed europei. La sigla dice da dove arriva la norma: EN sono gli standard europei, BS quelli britannici, DIN quelli dell’istituto tedesco.

Spieghiamo di seguito alcuni degli standard più comuni che potresti incontrare per quanto riguarda la misurazione dei test di scivolamento all’interno dei tuoi locali:

Metodo richiesto dalla normativa italiana

Metodo BCRA

Dm 236 gazzettaufficiale.it — Il metodo BCRA è una rilevazione strumentale che fornisce la misura dell’attrito dinamico a cui una superficie deve rispondere per essere considerata antisdrucciolevole (deve essere 0,40 sia per l’elemento scivolante cuoio su pavimentazione asciutta che per l’elemento scivolante gomma dura standard su pavimentazione bagnata):

  • 0,19 Scivolosità pericolosa
  • da 0,20 a 0,39 Scivolosità eccessiva
  • da 0,40 a 0,74 Attrito soddisfacente
  • 0,75 Attrito eccellente

Legislazione italiana

DLgs 81/2008 — Decreto legislativo 9 Aprile 2008 n. 81

Attuazione dell’articolo 1 della legge [3 Agosto 2007 n. 123] in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

  • Art. 2q Responsabilizza civilmente e penalmente il datore di lavoro o chi lo rappresenta che deve esercitare la prevenzione attraverso un’attenta valutazione dei rischi “per la salute e la sicurezza”.
  • Art. 15e Il datore di lavoro dovrà operare per ridurre il rischio alla fonte.
  • Art. 18q Prendendo adeguati provvedimenti “per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l’ambiente esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio”.
  • Art. 63 Allegato IV punto 1.3.2 — Modifica l’art. 7 punto 2 del DPR 303/56 c.s. I pavimenti dei locali devono essere fissi, stabili e antisdrucciolevoli nonché esenti da protuberanze, cavità o piani inclinati pericolosi”

Accessibilità

D.M. 236/89 — Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici 14 giugno 1989 n. 236

  • art. 4.2.2 La pavimentazione del percorso pedonale deve essere antisdrucciolevole
  • art. 4.1.10 I gradini delle scale devono avere una pedata antisdrucciolevole
  • art. 8.2.2 Per pavimentazione antisdrucciolevole si intende una pavimentazione realizzata con materiali il cui coefficiente di attrito, misurato secondo il metodo della B.C.R.A. (British Ceramic Research Association) sia superiore a: 0,40 per elemento scivolante cuoio su pavimentazione asciutta 0,40 per elemento scivolante gomma su pavimentazione bagnata i valori predetti di attrito non devono essere modificati dall’apposizione di strati di finitura lucidanti o di protezione, che, devono essere applicati sui materiali prima della prova.

Le ipotesi di pavimentazione asciutta o bagnata devono essere assunte in base alle condizioni normali del luogo ove sia posta in opera.

D.P.R. 503/96 — Articolo 1: precisa dove si applica la legge.

  • 1.3 Le presenti norme si applicano agli edifici e spazi pubblici di nuova costruzione…
  • 1.4 Agli edifici e spazi pubblici esistenti, anche se non soggetti a recupero o riorganizzazione funzionale
  • 1.6 Agli edifici di edilizia residenziale pubblica e agli edifici privati, compresi quelli aperti al pubblico, si applica il decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 14 giugno 1989 n. 236
  • 1.7 Non possono essere erogati contributi o agevolazioni da parte dello Stato e di altri enti pubblici, per la realizzazione di opere o servizi pubblici non conformi alle norme del presente regolamento. L’articolo 8.2.2 del Decreto Ministeriale 236/89 prevede: “le ipotesi di pavimentazione asciutta o bagnata devono essere assunte in base alle condizioni normali del luogo ove sia posta in opera

Solo a livello informativo inserisco una tabella con i valori richiesti da alcuni dei più utilizzati metodi di misurazione della scivolosità in altre Nazioni.

Che però non possono essere paragonati al BCRA in quanto non esiste una tabella di conversione ufficiale.

Metodo ASTM

Il metodo ASTM statunitense prevede una misura strumentale che fornisce la misura dell’attrito statico (S.C.O.F.). Coefficiente di attrito statico:

  • 0,50 Scivolosità pericolosa
  • 0,50 ÷ 0,60 Attrito soddisfacente
  • 0,60 Antiscivolo

Normativa antiscivolo BS7976 / BS EN 13036-4

Questo standard internazionale utilizza il test del pendolo per valutare la superficie del pavimento, specificando la sua scivolosità in condizioni asciutte e contaminate. Questo è il metodo più comune utilizzato per misurare l’efficacia della resistenza allo scivolamento per le aree pedonali. È altamente supportato dall’HSE perché è un metodo di prova accurato e affidabile, con l’ulteriore vantaggio di essere un dispositivo portatile. Gli operatori addestrati imitano l’azione di scivolare usando un tallone rivestito con una suola di gomma standard sulla superficie del pavimento desiderata. I risultati sono misurati su una scala sotto un “valore di prova del pendolo” (PTV) o “valore di resistenza allo scivolamento” per valutare l’attrito e sono valutati come segue:

  • Elevato potenziale di scorrimento: 0-24 PTV
  • Moderato potenziale di scivolamento: 25-35 PTV
  • Basso potenziale di scivolamento: 36+ PTV

Normativa antiscivolo BS EN 13287

Questo standard utilizza un metodo meccanico basato sul laboratorio per misurare la resistenza allo scivolamento per l’uso della sicurezza e delle calzature professionali. Il metodo si concentra sulla valutazione dei tipi di calzature su varie superfici di pavimentazione. Tuttavia, questo standard ha limitazioni; il test non può identificare quali tipi di calzature funzionano meglio o peggio con diversi livelli di resistenza allo scivolamento su una superficie. Pertanto, non è possibile selezionare calzature specifiche antiscivolo per un particolare ambiente

Normativa antiscivolo DIN 51130

È un test su rampa. Un operatore con calzature di sicurezza cammina su una superficie inclinata cosparsa di olio motore, e si misura l’angolo oltre il quale scivola. Il risultato va da R9, il meno antiscivolo, a R13, il più resistente.

Normativa antiscivolo DIN 51097

Simile allo standard precedente, questo è un altro test di rampa per misurare la sicurezza all’interno di determinate impostazioni. Tuttavia, per questo test non ci sono calzature utilizzate e invece la pavimentazione viene testata dai valutatori a piedi nudi. L’acqua saponata viene utilizzata come contaminante per la superficie in cui viene testata la scivolosità. La scivolosità è classificata come Classe A, B o C, dove C è il più resistente allo scivolamento.

Normativa antiscivolo EN 13845

Questo test di rampa basato sul laboratorio è specifico per rivestimenti per pavimenti resistenti ma flessibili che includono una resistenza allo scivolamento migliorata (nota anche come pavimenti resilienti rinforzati basati su particelle). Le forme standard di calzature sono utilizzate dall’operatore in condizioni di acqua saponata contaminata per valutare la resistenza allo scivolamento. Notare che; questo metodo potrebbe anche non produrre lo stesso risultato in condizioni di acqua pulita.

Come si vede, ci sono diversi standard da considerare quando si installa e si testa la pavimentazione che andrà installata nel luogo di lavoro.

I test nazionali BCRA hanno le competenze per garantire di disporre di solidi documenti legali per dimostrare che la pavimentazione è sicura e adatta allo scopo.

È importante rispettare la normativa antiscivolo per garantire che il trattamento sia efficace e che la superficie trattata sia sicura per i pedoni. La normativa varia a seconda del paese, quindi è importante verificare le norme locali prima di eseguire il trattamento antiscivolo.

Quanto convenga trattare o far verificare un pavimento dipende dal caso. In generale però è una spesa che si valuta sul lungo periodo: previene infortuni e riduce i costi di risarcimenti e cause.

Siamo in grado di fornire tutta la varietà di test sopra descritti per permettervi di verificare la sicurezza del tuo pavimento.

Metodo

Come ci muoviamo

Siamo all’avanguardia nella sicurezza dei trattamenti antiscivolo e specializzati nella fornitura di soluzioni per tutte le superfici.

Le superfici scivolose sono potenziali cause di infortuni, a volte anche gravi, sia in un contesto civile che in ambienti di lavoro. La legge italiana ha stabilito che la scivolosità dei pavimenti va valutata obbligatoriamente ed è regolata dal DM 236 e approfondito nel DPR 253 e DL 81/2008.

Per questo a fine intervento eseguiamo il test di scivolosità, da soli o tramite un laboratorio esterno specializzato. Certifichiamo così la conformità delle superfici trattate agli standard ufficiali italiani, con il metodo BCRA o, su richiesta, con altri sistemi.

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