Si tratta, non si sostituisce
Nessuna demolizione e nessun rifacimento: si interviene sul pavimento esistente, che resta quello di prima.
Problema
Un pavimento scivoloso non può essere messo in sicurezza con una semplice pulizia straordinaria. Di fronte a questa criticità, le opzioni strutturali si riducono a due: sostituire la superficie o modificarne la capacità di grip, con differenze radicali in termini di costi e invasività.
Problema
Il fenomeno dello scivolamento, infatti, raramente dipende da un’alterazione originaria del materiale, ma dalle condizioni ambientali d’uso. Una superficie levigata offre un grip eccellente in condizioni di asciutto, ma perde drasticamente aderenza non appena entra in contatto con i liquidi: l’acqua piovana veicolata dalle calzature, i residui di lavaggio o l’umidità tipica di bagni e zone doccia. È proprio per questa ragione che il metodo normato di prova BCRA valuta il coefficiente d’attrito sul bagnato: è il parametro critico in cui si registra il rischio di infortunio.
L’applicazione di cere o trattamenti filmanti genera una pellicola superficiale liscia; allo stesso modo, i residui di detergenti non risciacquati saturano le micro-porosità originarie. Di conseguenza, persino una pavimentazione classificata come antiscivolo può perdere efficacia nel tempo. Vale allo stesso modo per il gres, la ceramica, il marmo, il cotto e la pietra naturale.
Soluzioni
I tappetini e i cartelli "pavimento bagnato" segnalano il rischio ma non lo eliminano, e si spostano proprio quando servono. Le strisce adesive e i profili applicati coprono solo la fascia su cui sono incollati, restano visibili e con il passaggio si staccano. I prodotti fai-da-te e le cere antiscivolo sono strati sovrapposti: vanno ripassati, e nel frattempo il pavimento sotto è quello di prima.
Rifare il pavimento con un materiale più ruvido risolve davvero, ma è una demolizione: settimane di cantiere, e il problema si ripresenta se il nuovo materiale viene poi lucidato o incerato. Il trattamento antiscivolo è l’unica via che lascia il pavimento dov’è: agisce chimicamente sul quarzo e sulla silice del materiale e vi incide una micro-trama di micro-ventose, quindi non è uno strato che si può staccare. Poche ore di lavoro, superficie subito calpestabile.
Nessuna demolizione e nessun rifacimento: si interviene sul pavimento esistente, che resta quello di prima.
Rilievo del coefficiente di attrito prima e dopo con metodo BCRA. Il risultato viene misurato, non dichiarato.
Non solo alberghi e piscine: bagni, scale, terrazzi e ingressi di un’abitazione hanno lo stesso problema e la stessa soluzione.
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