Nessun rifacimento
Si interviene sul pavimento esistente: niente demolizioni, niente cantiere lungo.
Ambienti
Androni, scale, porticati e cortili sono le superfici di cui il condominio risponde in caso di caduta. E sono quasi sempre in esterno o semi-esterno, cioè bagnate per buona parte dell’anno.
Il problema
L’ingresso combina i due fattori peggiori: una pavimentazione scelta per l’aspetto e l’acqua portata da fuori. A seguire ci sono le scale comuni, i porticati e le rampe dei garage, dove pioggia e gelo si alternano.
Sono anche i punti in cui si cammina più in fretta — con la spesa in mano, di corsa verso l’ascensore — e in cui una scivolata diventa una richiesta di risarcimento all’amministratore.
La soluzione
Il trattamento non cambia l’aspetto delle parti comuni, il che semplifica anche la delibera assembleare: non si tratta di rifare un pavimento ma di metterlo in sicurezza lasciandolo dov’è.
Si lavora per porzioni, così l’androne e le scale restano percorribili. A fine intervento la superficie è subito calpestabile e il coefficiente di attrito viene misurato e certificato.
Si interviene sul pavimento esistente: niente demolizioni, niente cantiere lungo.
Porticati, cortili, vialetti e rampe, dove la superficie è bagnata gran parte dell’anno.
L’aspetto delle parti comuni non cambia, e la spesa è una manutenzione, non una ristrutturazione.