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FAQ

Domande frequenti sul trattamento antiscivolo

Le domande che ci vengono poste più spesso su normativa, coefficienti di attrito, tempi di intervento e garanzia. Se non trovi la tua, scrivici: rispondiamo noi, non un centralino.

Normativa e responsabilità

Che cosa dice la legge italiana sui pavimenti scivolosi nei luoghi di lavoro?

Il Testo Unico sulla sicurezza (DLgs 81/2008), nell’Allegato IV, stabilisce che i pavimenti dei locali devono essere fissi, stabili e antisdrucciolevoli. Il valore minimo lo fissa il DM 236/89, che all’articolo 8.2.2 definisce antisdrucciolevole una pavimentazione con coefficiente di attrito superiore a 0,40 misurato con il metodo B.C.R.A. La verifica della scivolosità rientra quindi nella valutazione dei rischi obbligatoria per il datore di lavoro.

Qual è il coefficiente di attrito minimo perché un pavimento sia a norma?

0,40 misurato con il metodo BCRA, sia con elemento scivolante in cuoio su pavimento asciutto sia con gomma dura su pavimento bagnato. La scala di riferimento è: fino a 0,19 scivolosità pericolosa, da 0,20 a 0,39 scivolosità eccessiva, da 0,40 a 0,74 attrito soddisfacente, da 0,75 attrito eccellente. Dopo un trattamento antiscivolo è consigliabile arrivare a 0,60.

Chi è responsabile se qualcuno scivola e si fa male?

Nei luoghi di lavoro il DLgs 81/2008 responsabilizza civilmente e penalmente il datore di lavoro o chi lo rappresenta: deve valutare i rischi per la salute e la sicurezza, ridurre il rischio alla fonte e adottare provvedimenti adeguati. Un pavimento scivoloso mai valutato è a tutti gli effetti una valutazione del rischio mancante.

Come si misura la scivolosità di un pavimento?

Con una prova strumentale. In Italia il riferimento è il metodo B.C.R.A. (British Ceramic Research Association), che misura il coefficiente di attrito dinamico con un elemento scivolante in cuoio su superficie asciutta e in gomma su superficie bagnata. La prova va eseguita sul posto, nelle condizioni reali d’uso dei locali. All’estero si usano altri metodi — ASTM negli Stati Uniti, il pendolo BS 7976 nel Regno Unito, le rampe DIN in Germania — che non sono convertibili in valori BCRA perché non esiste una tabella ufficiale.

Come faccio a sapere se il mio pavimento è a norma?

Serve una misurazione: dall’aspetto non si capisce. La maggior parte dei pavimenti è sicura da asciutta e diventa pericolosa da bagnata, ed è proprio la condizione bagnata quella in cui la norma richiede la verifica. Eseguiamo il test di scivolosità sul posto con Floor Slide Control FSC 2000 secondo il metodo BCRA e rilasciamo il valore rilevato.

Come funziona il trattamento

Come funziona il trattamento antiscivolo?

Agisce chimicamente sulle particelle di quarzo e silice della superficie e vi incide una micro-trama fatta di innumerevoli micro-ventose. Sono invisibili a occhio nudo ma percepibili dal piede, e lo frenano in caso di scivolata. Non è una pellicola né un rivestimento sovrapposto: modifica la struttura microscopica del materiale: non essendo aggiunto sopra, non può staccarsi né consumarsi.

Il trattamento cambia l’aspetto del pavimento?

Quasi per niente. A fine intervento il pavimento resta praticamente inalterato: cambia leggermente l’intensità del colore e diventa un po’ più opaco controluce, virando verso una tinta appena più chiara. Non restano pellicole, strisce o segni visibili. È il motivo per cui il trattamento viene scelto in alberghi, negozi e uffici pubblici, dove non si vuole stravolgere l’estetica.

Il prodotto contiene acidi? È pericoloso per le persone?

È privo di acidi che sviluppano fumi o nebbie. L’applicazione non produce polveri né detriti da rimuovere e le superfici trattate sono immediatamente calpestabili una volta concluso l’intervento.

Che differenza c’è tra il trattamento antiscivolo e le strisce adesive?

Le strisce adesive coprono solo una porzione del pavimento, restano visibili, trattengono lo sporco e con il tempo si staccano. Il trattamento chimico agisce su tutta la superficie senza alterarne l’aspetto, è permanente e il risultato può essere certificato con un test BCRA. Sulle scale sostituisce le strisce antiscivolo.

Il grip va garantito su tutta la superficie o basta trattare i punti critici?

Conviene trattare la superficie integralmente. Se passando da una zona all’altra il grip cambia, il cambiamento improvviso di aderenza è esso stesso una causa di scivolate e inciampi. Un pavimento con aderenza uniforme è più sicuro di uno trattato a chiazze.

Superfici e ambienti

Su quali materiali si può fare il trattamento antiscivolo?

Su tutte le superfici minerali, in interno e in esterno: gres porcellanato strutturato e levigato, ceramica, monocottura, klinker, porcellana, cotto, marmo, granito, pietra naturale e artificiale, superfici smaltate e cemento. Rientrano anche piatti doccia e vasche da bagno. Per metalli e resine esistono soluzioni dedicate.

Funziona anche su un pavimento già antiscivolo?

Sì. Anche sulle piastrelle già dichiarate antiscivolo e sulle pavimentazioni a bordo piscina il trattamento produce un miglioramento notevole dell’aderenza, perché agisce sulla microstruttura del materiale e non sulla rugosità superficiale.

In quali ambienti viene usato più spesso?

Piscine e spa, ambienti di lavoro, centri commerciali, ospedali e case di cura, condomini e luoghi pubblici, alberghi. E poi impianti sportivi, saune, terme e centri fitness, officine, capannoni industriali, cucine e mense, grandi magazzini, scale, porticati ed entrate condominiali, vialetti esterni e terrazzi.

Tempi, garanzia e manutenzione

Quanto dura l’intervento? Si può camminare subito sul pavimento?

L’intervento richiede poche ore e le superfici trattate sono immediatamente calpestabili. L’ambiente resta inaccessibile soltanto per il tempo dell’applicazione: non ci sono tempi di asciugatura lunghi né polveri o detriti da rimuovere a fine lavoro.

Quanto dura l’effetto antiscivolo ed è garantito?

Il trattamento è garantito 5 anni con un contratto dedicato. Agisce in modo permanente sulla struttura microscopica del materiale, quindi un unico intervento è sufficiente e non serve ripeterlo periodicamente.

Il pavimento trattato richiede una manutenzione particolare?

No, serve solo la normale pulizia. È però importante che sia regolare e fatta con detergenti e sgrassatori adeguati: sporco e residui accumulati riducono l’efficacia della superficie antiscivolo, indipendentemente dal trattamento.

Il risultato viene certificato?

Sì. A fine intervento eseguiamo il test di scivolosità con il metodo BCRA, autonomamente o tramite un laboratorio esterno specializzato, e rilasciamo un rilievo computerizzato del coefficiente di attrito misurato prima e dopo l’intervento, nelle condizioni reali d’uso dei locali come richiede la norma.

Preventivi, costi e acquisto

Quanto costa il trattamento antiscivolo?

Dipende dal materiale, dallo stato della superficie, dai metri quadri e dall’accessibilità dei locali, quindi il preventivo si formula dopo una valutazione della scivolosità sul posto. Va letto come un investimento a lungo termine: un intervento unico, garantito 5 anni, che previene infortuni e i costi legati a risarcimenti e cause.

Come può affidare il servizio un ente pubblico?

Attraverso il MEPA. Siamo presenti sul Catalogo del Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione gestito da Consip alla voce “trattamento antiscivolo”: ospedali, case di cura, scuole, comuni ed enti pubblici possono procedere con ordine diretto (OdA) o con trattativa diretta, senza indire una gara.

In quali zone d’Italia intervenite?

In tutto il territorio italiano, con personale tecnico specializzato interno che segue l’intervento dalla posa in opera al rilascio della certificazione. La sede è a Parma e la sede operativa a Noceto.

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